Privacy | Cookie policy        
HOMESerie A 2019/20CALENDARIOCANNONIERICURIOSITA'ARCHIVIO CAMPIONATIARCHIVIO COPPE EU    

Campionati
2014/2015 2013/2014 2012/2013 2011/2012 2010/2011 2009/2010 2008/2009 2007/2008 2006/2007 2005/2006 2004/2005 2003/2004 2002/2003 2001/2002 2000/2001 1999/2000 1998/1999 1997/1998 1996/1997 1995/1996 1994/1995 1993/1994 1992/1993 1991/1992 1990/1991 1989/1990 1988/1989 1987/1988 1986/1987 1985/1986 1984/1985 1983/1984 1982/1983 1981/1982 1980/1981 1979/1980 1978/1979 1977/1978 1976/1977 1975/1976 1974/1975 1973/1974 1972/1973 1971/1972 1970/1971 1969/1970 1968/1969 1967/1968 1966/1967 1965/1966 1964/1965 1963/1964 1962/1963 1961/1962 1960/1961 1959/1960 1958/1959 1957/1958 1956/1957 1955/1956 1954/1955 1953/1954 1952/1953 1951/1952 1950/1951 1949/1950 1948/1949 1947/1948 1946/1947 1945/1946 1943/1944 1942/1943 1941/1942 1940/1941 1939/1940 1938/1939 1937/1938 1936/1937 1935/1936 1934/1935 1933/1934 1932/1933 1931/1932 1930/1931 1929/1930 1928/1929 1927/1928 1926/1927 1925/1926 1924/1925 1923/1924 1922/1923 1921/1922 1920/1921 1919/1920
Gli errori di Di Bello e la morale di Lotito al peggio non c‘è mai fine
Gli

Al peggio non c’è mai fine. Dopo le forti polemiche contro l’arbitro Di Bello che ha negato due rigori solari al Parma, nella sfida persa contro la Lazio (0-1), ieri è intervenuto il presidente dei biancocelesti Claudio Lotito. Ha usato toni morbidi, ma ha mandato messaggi chiari: “Non ho mai espresso giudizi sugli arbitraggi perché è fuori luogo e non lo ritengo utile, soprattutto dopo la partita. Penso che la Lazio abbia meritato e tutte le interpretazioni fatte a posteriori siano prive di fondamento”.

Sono parole che, come la decisione di Di Bello di non andare al Var per verificare la trattenuta di Acerbi su Cornelius, suonano come un insulto alla normale intelligenza umana. Sì, perchè Lotito, per chi non lo sapesse o lo avesse dimenticato (in Italia la memoria è corta), è quello che qualche anno fa puntava il dito contro la classe arbitrale, sputando veleni e parlando di decisioni “scandalose”, di “rigori inesistenti”, oppure “gli arbitri ce l’hanno con me” e ancora “io e la Lazio siamo penalizzati dagli arbitri, voglio il sorteggio integrale”. La scorsa stagione, dopo un turbolento Lazio-Torino, Lotito venne multato e diffidato in quanto, “al termine del primo tempo, attendeva il direttore di gara di fronte al suo spogliatoio rivolgendosi al medesimo con modi irriguardosi”.

Lo stesso Lotito che stando ad una sentenza della Cassazione su Calciopoli, ha commesso “pressioni sul mondo arbitrale in un contesto di lotte intestine per la nomina a presidente della Figc tra l’uscente Franco Carraro e l’aspirante Giancarlo Abete”; il tutto per assicurarsi il “salvataggio” della Lazio dalla retrocessione nel campionato 2004-2005. Lotito era imputato per due episodi di frode sportiva ma il processo si è concluso con un nulla di fatto: tutti prescritti. Ma c’è di più: nei fascicoli degli inquirenti ci sono decine di intercettazioni telefoniche tant’è che con riferimento a Lotito si parla di “condotte idonee all’alterazione di una gara”.

Ecco, da questo signore (Lotito), che il Parma ha sostenuto più volte in Figc, dove da anni muove i fili del potere, dobbiamo sorbirci l’ennesima morale, l’ennesimo insulto all’intelligenza umana: “Le interpretazioni fatte a posteriori sono prive di fondamento” ha detto ieri dopo l’ultimo Parma-Lazio. A questo punto, anche il Var è privo di fondamento! Tutto il calcio è privo di fondamento.